Con l’ordinanza n. 14555 del 2024, pubblicata il 24 maggio 2024, la Corte di Cassazione ha emanato una sentenza di notevole importanza in merito alla responsabilità per i danni cagionati dalla fauna selvatica. Il caso in esame riguardava un individuo che ha subito danni fisici a seguito di un’aggressione da parte di un cinghiale all’interno di una proprietà privata.
Applicazione dell’Art. 2052 del Codice Civile
La Corte ha ribadito che l’art. 2052 del codice civile, che prevede una presunzione di responsabilità per il proprietario o utilizzatore di un animale, si applica anche ai danni causati da animali selvatici. Questa norma stabilisce che il proprietario di un animale, o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni causati dall’animale, salvo che provi il caso fortuito. Tale principio, inizialmente riferito agli animali domestici, è stato esteso anche alle specie selvatiche protette.
La Fauna Selvatica e la Legge n. 157 del 1992
La legge n. 157 del 1992 è fondamentale in questo contesto, in quanto disciplina la tutela della fauna selvatica omeoterma e ne affida la gestione alle Regioni. Secondo l’art. 1, comma 3, di questa legge, le specie selvatiche fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato e la loro gestione è delegata alle Regioni, con l’obiettivo di proteggere l’ambiente e l’ecosistema.
La Responsabilità delle Regioni
Nell’ordinanza n. 14555 del 2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che la Regione è l’ente responsabile per i danni causati dalla fauna selvatica, in quanto incaricata della loro gestione e tutela. Questo significa che se un individuo subisce danni a causa di animali selvatici, come nel caso dell’aggressione da parte di un cinghiale, può richiedere il risarcimento alla Regione competente. La responsabilità regionale si basa sull’obbligo di adottare misure adeguate per prevenire tali danni, e la mancata adozione o inefficacia di queste misure può portare a responsabilità per danni.
Implicazioni della Sentenza
La decisione della Corte di Cassazione conferma e rafforza un orientamento giurisprudenziale volto a garantire una maggiore tutela ai cittadini che subiscono danni causati dalla fauna selvatica. Essa richiama le Regioni a una gestione più efficace della fauna selvatica, sottolineando l’importanza di prevenire situazioni di pericolo per le persone. Inoltre, questa ordinanza fornisce un chiaro indirizzo interpretativo per le future controversie in materia di danni causati da animali selvatici, ribadendo la centralità della responsabilità regionale in tali circostanze.
In conclusione, l’ordinanza n. 14555 del 2024 rappresenta un punto di riferimento importante per la giurisprudenza italiana in materia di responsabilità per danni causati dalla fauna selvatica, offrendo un quadro normativo chiaro e dettagliato per la gestione e la tutela di queste specie.


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