Stanziamenti e Risorse
Uno degli interventi più rilevanti della riforma è lo stanziamento annuale di €51.821.400, destinati alla contabilità speciale n. 1778 “Agenzia delle Entrate – Fondi di bilancio” (art. 20, co. 6 e 7, d. lgs. n. 28/2010 nuovo testo). Questo fondo è essenziale per sostenere la nuova disciplina, come a dire che i benefici sono inutili se non supportati da adeguate risorse economiche.
Esenzione dall’Imposta di Registro
Dal 30 giugno 2023, il limite di valore per l’esenzione dall’imposta di registro del verbale di conciliazione è stato raddoppiato, passando da €50.000 a €100.000. Questo significativo incremento rafforza ulteriormente una prassi già consolidata, offrendo un beneficio concreto alle parti coinvolte.
Crediti di Imposta
La riforma ha inoltre affrontato con decisione la questione dei crediti di imposta, un punto debole dell’istituto nel decennio precedente. La legge ora riconosce un credito di imposta fino a €600,00 per ogni centro di interesse in caso di accordo, e la possibilità di recuperare il contributo unificato versato fino a un massimo di €518,00 in caso di estinzione del giudizio a seguito della conciliazione.
Una novità assoluta è la possibilità di far valere il compenso corrisposto al proprio avvocato per l’assistenza nella procedura come credito di imposta. Inoltre, anche in caso di insuccesso della mediazione, è previsto un credito di imposta ridotto alla metà.
Regolamenti Attuativi
Il Ministero ha emanato il regolamento attuativo il 1° agosto 2023 (GU n. 183 del 07.08.2023), seguito dal DM n. 150/2023, che ha definito le nuove indennità, spese e relative tabelle (Capo V, art. 28 e ss.).
Riconoscimento dei Crediti
Lo sportello informatico, attivato per raccogliere le istanze di riconoscimento dei crediti, ha operato fino al 31 marzo 2024. Il 24 aprile 2024, con decreto del Ministero della Giustizia, sono stati riconosciuti i crediti d’imposta spettanti, chiudendo il cerchio di una riforma che, dopo oltre un decennio, ha reso concreti i benefici fiscali previsti.
Conclusioni
La riforma Cartabia rappresenta una svolta epocale per l’ordinamento, la collettività, le parti e i mediatori. Non più promesse disattese, ma concreti ristori fiscali che potranno essere inseriti nelle dichiarazioni dei redditi, sia in caso di accordo raggiunto che di insuccesso della mediazione.
Questa nuova procedura, che deve essere monitorata e migliorata per la “tornata 2024”, offre una strada percorribile e tangibile per risolvere le controversie in modo efficiente e vantaggioso per tutte le parti coinvolte.

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