La Ripartizione dell’Onere della Prova nelle Controversie sul Malfunzionamento del Contatore di Energia e Gas: Ordinanza della Corte di Cassazione 25542/2024

L’Ordinanza n. 25542/2024 della Corte di Cassazione rappresenta un ulteriore intervento giurisprudenziale su un tema di grande attualità e frequenti contenzioso: la ripartizione dell’onere della prova nelle controversie legate alle contestazioni sull’esatto funzionamento dei contatori di energia elettrica e gas.

In questo articolo, analizziamo i punti chiave di questa pronuncia, che si inseriscono nel solco di precedenti orientamenti giurisprudenziali, chiarendo in modo definitivo le responsabilità delle parti coinvolte e offrendo una guida pratica per gli utenti ei fornitori di servizi energetici.

1. La Presunzione di veridicità del Contatore e l’Onere della Prova

Come affermato dalla Corte di Cassazione, la rilevazione dei consumi tramite il contatore è assistita da una presunzione semplice di veridicità . In altre parole, si parte dal presupposto che i dati rilevati dal contatore siano corretti, salva prova contraria. tuttavia, questa presunzione non è assoluta: se l’utente contesta il corretto funzionamento del contatore, l’onere della prova ricade sull’azienda somministrante , la quale deve dimostrare che il contatore era perfettamente funzionante.

Ciò avviene anche nel caso in cui l’azienda venga convenuta in giudizio tramite un’azione di accertamento negativo del credito, ossia quando l’utente contesti l’addebito ritenendo che il credito vantato dal gestore non sussista. Questo principio, che riprende quanto già stabilito in altri arresti giurisprudenziali, ribadisce l’importanza per i fornitori di servizi energetici di dimostrare con evidenza tecnica il regolare funzionamento dei propri strumenti di misurazione.

2. Il Principio di Vicinanza della Prova: L’Onere dell’Utente

D’altra parte, l’ utente ha l’obbligo di contestare formalmente il malfunzionamento del contatore , richiedendone la verifica attraverso i canali previsti dalla normativa o dai contratti di fornitura. Inoltre, è responsabilità dell’utente dimostrare l’effettivo utilizzo di energia durante il periodo contestato, facendo riferimento a dati statistici come i consumi rilevati nelle bollette precedenti, in rapporto agli usi normali di energia.

Questo principio, noto come principio di vicinanza della prova , si fonda sul fatto che l’utente è in posizione privilegiata per conoscere i propri consumi abituali e le proprie modalità d’uso dell’energia, elementi che diventano fondamentali per valutare la correttezza delle letture del contatore.

3. L’Onere del Gestore e l’Imputabilità a Terzi

È compito del gestore provare che lo strumento di misurazione funziona correttamente, spesso tramite verifiche tecniche e certificazioni. In caso di contestazione, però, l’onere dell’utente si amplia ulteriormente: deve dimostrare che l’eccessività dei consumi non è dovuta a sue negligenze, come la mancata adozione di misure di sicurezza idonee a prevenire un uso illecito da parte di terzi .

Per esempio, se il contatore risulta manipolato da estranei o se si rilevano consumi anomali per attività abusive, l’utente deve provare di aver adottato le dovute precauzioni per evitare tali abusi. In altre parole, non basta lamentarsi di un consumo eccessivo: occorre anche dimostrare di aver agito diligentemente per evitare situazioni di abuso, non agevolando, direttamente o impartite, condotte illecite da parte di terzi.

Conclusioni

L’ordinanza 25542/2024 della Corte di Cassazione offre una chiara ripartizione degli oneri probatori nelle controversie relative al malfunzionamento dei contatori di energia e gas. La giurisprudenza, infatti, afferma in modo coerente che:

  1. L’onere di dimostrare il corretto funzionamento del contatore è a carico del gestore del servizio.
  2. L’onere dell’utente è duplice , dovendo sia contestare formalmente il malfunzionamento del contatore, sia dimostrare l’entità dei propri consumi sulla base di dati statistici.
  3. In caso di consumi anomali imputabili a terzi , l’utente deve dimostrare di aver adottato misure adeguate per impedire abusi, evitando ogni condotta negligente.

Questa pronuncia si rivela essenziale per chiunque sia coinvolto in controversie di questo tipo, siano essi utenti, avvocati o fornitori di servizi energetici, chiarendo in modo definitivo il percorso probatorio da seguire per difendere le proprie ragioni in sede giudiziale.

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