Con la sentenza n. 766 del 17 aprile 2024, la Corte d’Appello di Bologna ha sancito il diritto dei cani a coabitare con l’uomo all’interno dei condomini, riformando una precedente decisione che imponeva a un condomino di allontanare i propri animali domestici in base a un vecchio regolamento condominiale.
Il caso
Il contenzioso nasce da una clausola di un regolamento condominiale risalente al 1971, che vietava in modo tassativo la detenzione di animali domestici all’interno dell’edificio. Un condomino, detentore di due cani, era stato chiamato in giudizio dal condominio, che chiedeva l’allontanamento degli animali, in conformità con il regolamento.
In primo grado, il Tribunale di Piacenza aveva confermato la validità di tale clausola contrattuale, condannando il condomino a rimuovere i propri animali entro una certa data. L’appellante, tuttavia, ha fatto ricorso alla Corte d’Appello di Bologna, chiedendo la riforma della sentenza alla luce delle modifiche normative introdotte dalla Legge 220/2012, che vieta ai regolamenti condominiali di impedire la detenzione di animali domestici.
La decisione della Corte
La Corte d’Appello ha accolto le argomentazioni dell’appellante, riconoscendo il diritto dei cani a coabitare con l’uomo come una manifestazione del più ampio diritto all’affetto e alla relazione tra persone e animali. La Corte ha ritenuto che la clausola del regolamento condominiale non possa prevalere sulle normative sopravvenute, che tutelano espressamente la detenzione di animali domestici nei condomini.
In particolare, la Corte ha sottolineato che l’art. 1138 del codice civile, modificato dalla Legge 220/2012, stabilisce chiaramente che i regolamenti condominiali non possono vietare il possesso o la detenzione di animali domestici. Questo principio, ha affermato la Corte, è ulteriormente avvalorato dalla legislazione europea, che riconosce agli animali lo status di esseri senzienti (Trattato di Lisbona, art. 13).
L’importanza del legame affettivo uomo-animale
La Corte ha evidenziato che il legame affettivo tra l’uomo e gli animali domestici, in particolare i cani, costituisce un diritto giuridicamente rilevante e meritevole di tutela. Questo rapporto non può essere limitato da regolamenti condominiali datati, soprattutto alla luce del quadro normativo attuale che valorizza la relazione tra l’uomo e il proprio animale domestico come parte integrante della vita quotidiana.
Implicazioni della sentenza
La sentenza della Corte d’Appello di Bologna ribadisce che il diritto dei cani a coabitare con l’uomo nei condomini è tutelato dalla legge e non può essere limitato da regolamenti contrattuali anteriori. Questa pronuncia rappresenta un importante passo avanti nella protezione degli animali domestici e nella promozione di un vivere comune rispettoso del rapporto affettivo tra persone e animali.
Considerazioni conclusive
La decisione della Corte è significativa perché riconosce il valore del rapporto tra l’uomo e il cane come parte di un più ampio diritto affettivo, stabilendo che la presenza di animali domestici nei condomini è un diritto costituzionalmente garantito. Questa pronuncia rafforza la protezione dei diritti degli animali domestici e dei loro proprietari, ponendo un ulteriore argine a regolamenti obsoleti che limitano tali diritti.


Lascia un commento