La recente pronuncia del Giudice di Pace de L’Aquila offre un’interessante occasione per riflettere sulla responsabilità delle Regioni in relazione ai danni causati dalla fauna selvatica, tema cruciale sia per la tutela dell’ambiente che per la sicurezza e il risarcimento dei cittadini.
Il Quadro Normativo: Tra Legge Nazionale e Regionale
L’art. 3 della Legge 157/1992, pilastro normativo per la tutela della fauna selvatica in Italia, assegna alle Regioni a Statuto ordinario il compito di emanare norme per la gestione e la protezione della fauna. Parallelamente, la Legge Regionale 32/2015, in attuazione della Legge 56/2014, ha sancito il trasferimento alle Regioni di funzioni originariamente esercitate dalle Province, incluse quelle riguardanti la caccia, la pesca nelle acque interne e il ristoro dei danni provocati dalla fauna selvatica.
Questo doppio livello normativo stabilisce una chiara attribuzione di competenze: spetta alle Regioni adottare misure idonee per prevenire danni da parte della fauna selvatica, nonché prevedere eventuali risarcimenti ove non disciplinati da norme specifiche.
La Sentenza del Giudice di Pace de L’Aquila
Il Giudice di Pace, con una motivazione particolarmente chiara, ha ribadito il principio secondo cui la Regione è responsabile per i danni causati dagli animali selvatici, laddove non vi siano specifiche disposizioni che attribuiscano tale responsabilità ad altri soggetti.
Il fulcro della decisione risiede nel riconoscimento del ruolo della Regione come garante della gestione della fauna selvatica, che implica non solo la tutela degli animali, ma anche la prevenzione dei danni da essi provocati. Questo obbligo si traduce nella necessità di adottare misure preventive e, ove necessario, farsi carico del risarcimento dei danni subiti da terzi, a meno che specifiche norme non stabiliscano diversamente.
Le Implicazioni per i Cittadini e le Amministrazioni
La sentenza rappresenta un importante precedente per i cittadini che subiscono danni da parte della fauna selvatica. Animali come cinghiali, lupi o caprioli possono infatti provocare danni ingenti non solo alle coltivazioni, ma anche a veicoli, abitazioni e persino all’incolumità delle persone.
Per le Regioni, questa pronuncia sottolinea l’urgenza di adottare strumenti efficaci per prevenire tali danni, come:
- La pianificazione di interventi di controllo della fauna selvatica.
- L’attuazione di politiche assicurative per il ristoro dei danni.
- L’istituzione di fondi regionali dedicati.
Conclusioni
La responsabilità delle Regioni per i danni causati dalla fauna selvatica non è solo una questione giuridica, ma anche una sfida gestionale e politica. La pronuncia del Giudice di Pace de L’Aquila evidenzia la necessità di un approccio integrato che tuteli sia la biodiversità che i diritti dei cittadini, garantendo un equilibrio tra la protezione ambientale e la sicurezza pubblica.
Questa sentenza è un ulteriore passo verso una maggiore consapevolezza delle responsabilità istituzionali e un invito rivolto alle amministrazioni regionali a intervenire con misure concrete per tutelare i cittadini e il territorio.


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