Negli ultimi anni, l’Italia ha registrato una significativa diminuzione degli omicidi volontari, evidenziando un calo del 33% nel decennio 2015-2024. Secondo il rapporto del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, si è passati da 475 omicidi nel 2015 a 319 nel 2024, con un tasso di 0,54 vittime per 100.000 abitanti.
Questo trend positivo è particolarmente evidente negli omicidi legati alla criminalità organizzata di tipo mafioso, che hanno subito una riduzione del 72% nello stesso periodo, passando da 53 casi nel 2015 a 15 nel 2024.
Tuttavia, nonostante questi dati incoraggianti, persiste una percezione diffusa che l’Italia sia ancora fortemente influenzata da mafia e camorra. Questa discrepanza tra realtà e percezione può essere attribuita a una narrazione mediatica che enfatizza episodi di criminalità organizzata, alimentando paure non sempre giustificate dai dati attuali.
È importante riconoscere che le organizzazioni mafiose hanno modificato le loro strategie, spostando l’attenzione dalla violenza esplicita a forme più sottili di infiltrazione nell’economia legale. Come sottolinea Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, le mafie sono passate “dalla strada alle stanze ovattate dei consigli di amministrazione e delle grandi centrali finanziarie”, esercitando una “violenza economica” che mira a controllare settori chiave dell’economia.
Questo cambiamento di modus operandi indica che, sebbene la presenza della criminalità organizzata sia ancora una realtà, l’Italia non è più dominata da mafia e camorra come in passato. La riduzione degli omicidi e la trasformazione delle strategie mafiose suggeriscono che il Paese sta avanzando nella lotta contro queste organizzazioni, anche se la vigilanza rimane fondamentale per prevenire nuove forme di infiltrazione e controllo.
In conclusione, i dati attuali dipingono un quadro di un’Italia più sicura, in cui la criminalità organizzata ha ridotto l’uso della violenza manifesta. È essenziale che la percezione pubblica si allinei a questa realtà, riconoscendo i progressi compiuti e continuando a sostenere le istituzioni nella loro opera di contrasto alle nuove strategie mafiose.


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