Dichiarazione di successione: adempimento fiscale che non implica l’accettazione dell’eredità

La Corte di Cassazione penale, con la recente sentenza n. 3370 del 28 gennaio 2025, ha chiarito un principio fondamentale in materia successoria: la presentazione della dichiarazione di successione rappresenta esclusivamente un adempimento di natura fiscale e non implica automaticamente l’accettazione dell’eredità da parte di chi la presenta.

Nello specifico, la Corte si è pronunciata su un caso in cui l’imputata era stata condannata per aver omesso la comunicazione del possesso di quote immobiliari durante la richiesta del reddito di cittadinanza. Tuttavia, è stato sottolineato che la semplice intestazione catastale derivante da una dichiarazione di successione, peraltro presentata da altri coeredi, non costituisce prova sufficiente dell’avvenuta accettazione dell’eredità da parte dell’imputata stessa.

Pertanto, la Corte ha annullato la condanna con rinvio per una nuova valutazione, stabilendo un’importante distinzione: la dichiarazione di successione e la conseguente voltura catastale, pur essendo procedure obbligatorie a fini fiscali, non rappresentano necessariamente un’accettazione implicita dell’eredità.

Questa sentenza evidenzia l’importanza di non confondere adempimenti fiscali e atti giuridici di accettazione ereditaria, chiarendo ulteriormente gli obblighi e le conseguenze legati alla gestione delle successioni.

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