Mercoledì 25 giugno 2025, la Camera dei Deputati ha dato il suo via libera (con 136 sì, 94 no e 5 astenuti) al Disegno di Legge A.C. 2316‑A, intitolato “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, già approvato in prima lettura dal Senato lo scorso 20 marzo 2025.
🔍 Le principali novità introdotte a Montecitorio
- Protezione del dibattito democratico
Inserito nell’art. 3 il principio che l’IA non deve interferire con le istituzioni né danneggiare “la libertà del dibattito democratico da interferenze illecite”, a tutela della sovranità dello Stato e dei diritti fondamentali dei cittadini. - Tutela dei minori
Modifiche all’art. 4: l’accesso all’IA da parte degli under 14 e il trattamento dei loro dati personali richiedono il consenso dei genitori, in linea con GDPR e normativa italiana. - Via l’obbligo server in Italia
La Camera ha eliminato il comma che imponeva ai server pubblici IA di essere fisicamente in Italia. La finalità era proteggere i dati sensibili, ma è stato considerato troppo vincolante. - Comitato interministeriale + coordinamento P.C.
È stato istituito un comitato per coordinare le fondazioni IA, con un ruolo centrale della Presidenza del Consiglio. - IA in ambito giudiziario e professionale
Sono definiti limiti precisi: la decisione spetta sempre a un magistrato (art. 15); nelle professioni intellettuali, l’IA può solo supportare e il professionista deve informare il cliente. - Tutela del diritto d’autore e responsabilità penale
- Per le opere generate con IA serve un apporto umano per avere tutela d’autore.
- Nuove aggravanti nei reati: uso illecito di IA, manipolazione di mercato, plagio.
- Delega al Governo e fondi per l’innovazione
- Governo ha 12 mesi dalla legge per varare decreti su dati, algoritmi e metodi di addestramento IA, in linea con il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act).
- Confermato un fondo da 1 miliardo di euro gestito da CDP Venture Capital: ora non serve sede legale in Italia ma una sede operativa sul territorio.
🧭 Prossimi passi: verso il traguardo finale
Il testo torna ora al Senato per la terza lettura, data la modifica del testo originario. Il dibattito potrà introdurre ulteriori cambiamenti: se la proposta dovesse essere modificata di nuovo, toccherà di nuovo alla Camera esprimersi. Solo al termine di questo iter – presumibilmente tra alcune settimane – la legge verrà definitivamente approvata e potrà entrare in vigore.


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